Letizia Fucci - Imprese, famiglie, comunità: siamo una cosa sola


Il valore del Welfare secondo Letizia Fucci, Direttore dei Servizi dello Sportello Welfare Aziendale della Confartigianato Imprese Foligno .

Prosegue il viaggio di WelFare Insieme volto a conoscere i professionisti che ogni giorno rispondono alle esigenze di imprenditori, dipendenti, famiglie.

Esperti che conoscono leggi, diritti e opportunità, capaci di soddisfare le richieste di famiglie e aziende, nella consapevolezza che un piano di Welfare Aziendale può fare la differenza, con vantaggi economici e fiscali per tutta la comunità.

Abbiamo chiesto a Letizia Fucci, Direttore dei Servizi dello Sportello Welfare Aziendale della Confartigianato Imprese Foligno, una riflessione sull’evoluzione della cultura del welfare e sui servizi offerti in maniera peculiare dall’associazione che rappresenta sul territorio.

Dott.sa Fucci, qual è il valore assoluto e quali i vantaggi del welfare come strumento volto al sostegno e al benessere di imprese, famiglie comunità?

È indubbio che il tema del welfare abbia assunto negli ultimi anni un ruolo sempre più predominante ad ogni livello delle Istituzioni e non. Coniugare la crescita economica ed il benessere sociale potrebbe permettere di trovare delle sinergie e un equilibrio tra produzione economica e produzione sociale. Tutto si fonda sulla consapevolezza che le imprese, le famiglie e la comunità siano un tutt’uno. La crescita delle imprese è imprescindibile dal lavoro e dalla fiducia dell’imprenditore verso i suoi collaboratori e viceversa.

Gli individui formano poi la collettività e, attraverso il benessere economico, cresce anche il benessere sociale.

Questo è il circolo virtuoso che le Istituzioni dovrebbero garantire ed aiutare a sviluppare attraverso politiche economiche costanti e fattive.

Un dato rilevante lo troviamo attraverso un’analisi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il quale conferma la crescita dei contratti che prevedono la trasformazione o la regolamentazione di secondo livello del welfare aziendale. Si passa infatti da circa il 17% di accordi firmati nel 2016 al 53% del 2019, un dato significativo perché evidenzia come in un periodo dove l’economia del nostro paese è esigua, il welfare aziendale abbia permesso di mantenere un buon livello di contrattazione.

Le parti sociali, attraverso un lavoro comune, hanno capito che c’è bisogno di lavorare insieme per stare al passo delle continue necessità incessanti del sistema produttivo nel suo insieme.

Quali sono le sfide del welfare, oggi, di fronte ai cambiamenti portati dal covid, specie per le piccole e medie imprese?

L’emergenza sanitaria da COVID-19 sta sollecitando nelle Istituzioni delle risposte veloci in ambito sanitario, economico, sociale, assistenziale ecc. In questo nuovo contesto che si è formato dobbiamo tener conto delle enormi difficoltà economiche cui stanno andando incontro le imprese e uno stallo sul fronte istituzionale, che ha visto uno stop nei provvedimenti legislativi in materia. All’interno delle nostre imprese in questo periodo c’è stato un aumento di consapevolezza e conoscenza sul tema del welfare, sia da parte dei lavoratori che da parte dei datori di lavoro. Abbiamo visto che nelle fasi della pandemia ci sono state delle priorità nelle aziende, come la revisione dell’attività p